Il Pacchetto Omnibus I, proposto dalla Commissione Europea e approvato dal Parlamento e dal Consiglio UE, segna un importante punto di svolta nella rendicontazione di sostenibilità. L’obiettivo è semplificare e razionalizzare gli obblighi per le imprese, con l’intento di ridurre la burocrazia e favorire un’adozione più efficace delle pratiche ESG, senza rinunciare agli obiettivi ambientali, sociali e di governance stabiliti dall’UE.
Le modifiche legislative introdotte dal Parlamento europeo il 13 novembre 2025, come parte integrante del Pacchetto Omnibus I, hanno ridefinito i soggetti obbligati alla rendicontazione ESG nelle direttive CSRD e CSDDD, riducendo considerevolmente il perimetro di applicazione della rendicontazione di sostenibilità. In particolare:
Questo intervento restringe notevolmente il campo di applicazione, esentando circa l’80–85 % delle imprese – prevalentemente PMI – dagli oneri derivanti dalla rendicontazione di sostenibilità, a vantaggio della competitività e dell’efficienza aziendale.
Parallelamente alla riduzione quantitativa della platea delle imprese obbligate, le norme vengono ridefinite anche sul piano qualitativo:
Le aziende più grandi non potranno più imporre alle PMI ulteriori obblighi informativi, limitando l’effetto a cascata lungo la catena del valore.
Nel complesso, queste misure rendono la rendicontazione di sostenibilità meno onerosa e più efficace, concentrando l’attenzione sui dati materialmente rilevanti.
Il Pacchetto Omnibus introduce anche importanti ritocchi temporali:
Le scadenze per adottare gli standard ESRS richiesti dalla CSRD vengono gradualmente estese fino al 2025–2026 per alcune categorie di imprese.
Tali posticipi permettono alle aziende di adeguarsi in modo più fluido e progressivo, evitando brusche imposizioni che avrebbero potuto ridurre l’adesione volontaria alla rendicontazione sostenibilità.
Il Pacchetto Omnibus I rappresenta un rilevante passo avanti verso la semplificazione della rendicontazione di sostenibilità. Attraverso la riduzione del perimetro applicativo, l’alleggerimento dei contenuti informativi e la revisione dei tempi di implementazione, l’UE intende conciliare l’obiettivo di trasparenza ESG con la necessità di contenere oneri e costi per le imprese – soprattutto le PMI. In questo contesto, la sfida ora è implementare efficacemente il nuovo quadro normativo, garantendo che la semplificazione non comprometta l’efficacia della rendicontazione e il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale.
Foto di Elisabetta Miele da Pixabay

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