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Tassonomia Europea, l’iter di semplificazione 

 

La Tassonomia Europea si presenta come un motore strategico del progetto ambientale dell’Unione: uno strumento con cui l’UE vuole guidare gli investimenti verso attività che abbiano un impatto positivo sull’ambiente.
Con il pacchetto Omnibus I, Bruxelles intende alleggerire la complessità normativa e rendere le regole più accessibili, pur mantenendo la credibilità dello strumento.
Nel seguito esploriamo le novità introdotte, le motivazioni profonde che le animano e le opportunità (ma anche i rischi) per imprese, banche e investitori in vista del 2026.

Contesto e ragioni della riforma

L’evoluzione normativa: da Green Deal a Omnibus

Introdotto con il Regolamento (UE) 2020/852 nel quadro del Green Deal europeo, il sistema della Tassonomia Europea è stato concepito per armonizzare i criteri di sostenibilità e orientare capitali pubblici e privati verso la transizione ecologica.
Nel tempo, tuttavia, l’applicazione ha mostrato aspetti di rigidità e onerosità, specialmente per le imprese di dimensioni ridotte, che hanno faticato con la raccolta dati, l’interpretazione tecnica e la redazione del reporting.

In risposta a queste difficoltà, la Commissione ha elaborato il pacchetto Omnibus I, adottato il 26 febbraio 2025, con l’obiettivo dichiarato di «semplificare le regole UE sulla sostenibilità e liberare capacità d’investimento» per le imprese europee. 
Il pacchetto interessa non solo la Tassonomia, ma anche altri capisaldi del reporting ESG come la CSRD e la CSDDD

Principi guida della semplificazione

La riforma poggia essenzialmente su tre direttrici:

  1. Proporzionalità: calibrare gli obblighi in funzione della rilevanza economica delle attività e delle dimensioni aziendali.
  2. Efficienza: eliminare adempimenti superflui e concentrare l’attenzione sulle informazioni utili.
  3. Coerenza normativa: armonizzare la Tassonomia con le altre regolamentazioni ESG per evitare contraddizioni o duplicazioni.

Queste linee guida rispondono anche all’esigenza di supportare le PMI europee, meno strutturate per affrontare sistemi di reporting articolati, garantendo al tempo stesso che il perimetro “green” rimanga rigoroso.

Le principali novità nella semplificazione

Esclusione delle attività irrilevanti

Una delle modifiche che più semplifica concretamente il lavoro aziendale riguarda la soglia del 10%: se un’attività non supera questa percentuale in termini di ricavi, investimenti (CapEx) o spese operative (OpEx), non sarà più necessario valutarla ai fini dell’allineamento alla Tassonomia.
Questa norma vale sia per imprese finanziarie che non finanziarie: inoltre, per queste ultime, è prevista la facoltà di escludere del tutto l’OpEx, quando non risulti significativo nel modello di business.

Reporting bancario: semplificazione del GAR

Il Green Asset Ratio (GAR), strumento essenziale per le banche, sarà oggetto di un allentamento temporaneo: per due anni, gli istituti non dovranno fornire una serie di KPI di dettaglio, riducendo in modo sensibile il carico di rendicontazione.

Modelli informativi drasticamente ridotti

Secondo le stime ufficiali, i modelli di comunicazione legati alla Tassonomia saranno tagliati del 64% per le imprese non finanziarie e dell’89% per quelle finanziarie. 
Questo snellimento consentirà ai soggetti obbligati (soprattutto grandi aziende) di semplificare significativamente i propri processi di rendicontazione.

DNSH più chiaro e applicabile

Uno dei punti tecnicamente più delicati, il criterio “Do No Significant Harm” (DNSH), viene oggetto di chiarimenti: in particolare per aspetti quali l’uso di sostanze chimiche, il controllo dell’inquinamento e la gestione dei rifiuti, la Commissione fornirà definizioni più esplicate e limiti verificabili.

Modalità di attuazione

Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore dal 1° gennaio 2026, prendendo a riferimento i dati relativi al periodo fiscale 2025
Durante la fase transitoria, le aziende potranno beneficiare di linee guida e supporti metodologici dall’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) per adeguarsi ai cambiamenti.

Impatti attesi e rischi da considerare

Imprese: più focus su ciò che conta

Per le aziende, la riforma significa poter concentrare energie su quelle attività veramente rilevanti, evitando di disperdere risorse su voci marginali a basso impatto.
Questo potrebbe tradursi in una maggiore efficienza operativa e in una minore esposizione a costi burocratici.

Banche: maggiore flessibilità operativa

Gli istituti finanziari, grazie alla semplificazione del GAR, potranno adeguare gradualmente le proprie strutture e criteri interni senza dover soddisfare requisiti stringenti fin da subito.
Questo rende più fluida l’integrazione della Tassonomia nei modelli di rischio.

Il paradosso della trasparenza

Si apre però un’avvertenza non secondaria: una semplificazione troppo marcata rischia di comprimere la quantità e la qualità delle informazioni disponibili.
Organizzazioni ambientaliste come il WWF hanno segnalato che i cambiamenti proposti potrebbero erodere la fiducia normativa e favorire disomogeneità nelle disclosure. 
In particolare, se la soglia del 10% diventa prassi generale, alcune attività rilevanti potrebbero rimanere ai margini dell’analisi ambientale globale.

Verso una transizione sostenibile

Affinché la riforma risulti efficace, sarà importante:

  • garantire un bilanciamento tra semplicità e rigore;
  • adottare strumenti digitali e interoperabili per il reporting ESG;
  • monitorare puntualmente le modifiche durante il percorso legislativo (Parlamento e Consiglio UE).

Una eventuale caduta dell’assetto regolatorio rischierebbe di indebolire la coerenza della finanza sostenibile europea.

Uno sguardo d’insieme: sintesi critica dell’equilibrio normativo

La Tassonomia Europea continua a svolgere un ruolo strategico come guida per gli investitori e i soggetti economici che vogliono allinearsi a pratiche sostenibili.
La riforma Omnibus I rappresenta un tentativo ambizioso di alleggerire gli oneri amministrativi e rendere il sistema più praticabile, specialmente per le imprese di media e piccola dimensione.

Tuttavia, la riuscita di questo percorso dipenderà dalla capacità dell’Unione Europea di mantenere trasparenza, comparabilità e affidabilità delle informazioni ambientali.
Solo se la semplificazione non comprometterà la sostanza del reporting, essa potrà diventare un modello virtuoso di regolazione che consola l’innovazione con il rigore.
Il 2026 sarà dunque un anno cruciale per verificare se l’obiettivo di un sistema “snello ma credibile” potrà concretizzarsi anche nella pratica.

Domande frequenti sulla Tassonomia Europea

Cos’è la Tassonomia Europea?
È il sistema UE per classificare le attività economiche con impatti ambientali positivi, definendo criteri tecnici per stabilire quali attività siano “sostenibili”.

Perché la riforma Omnibus è stata proposta?
Per ridurre la complessità del sistema, alleggerire gli obblighi e favorire una più ampia partecipazione alla transizione verde, specialmente da parte delle imprese medio-piccole.

Quando entreranno in vigore le modifiche?
A partire dal 1° gennaio 2026, con riferimento ai dati del fiscal year 2025.

In cosa consiste la semplificazione per il Green Asset Ratio?
Per due anni le banche potranno utilizzare un reporting meno dettagliato, con meno KPI richiesti, per facilitare la transizione operativa.

C’è il rischio che la trasparenza si riduca troppo?
Sì, se la semplificazione non viene accompagnata da controlli efficaci e da criteri DNSH ben definiti, il rischio di perdita di qualità nelle informazioni è reale.

Le imprese obbligate tenderanno a dimostrare solo le parti “verdi”?
Con le modifiche, è prevista maggiore flessibilità: alcune aziende potranno segnalare un allineamento parziale piuttosto che aderire alla logica binaria “in o out” della Tassonomia.

Ottobre 8, 2025
L'iter di semplificazione della Tassonomia UE

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